No Bra : il reggiseno se ne va..

reggiseni al vento
no bra

La parola d’ordine è comodità, ed ecco che il reggiseno finisce nel cassetto del comò. E’ questa la via che sempre più donne hanno intrapreso, dopo il periodo di “forzata prova” causato dal lockdown. Quel senso di libertà dimenticato a causa delle “etiche” sia morali che professionali, viene improvvisamente riscoperto, con benefici a quanto pare irrinunciabili.

Sembrerebbe una notiziola estiva, di quelle da prendere alla leggera, invece il NO BRA DAY ( Breast Reconstruction Awareness) parte nel 2011 per iniziativa del chirurgo plastico canadese Mitchell Brown, che invitava le donne colpite da cancro al seno a non coprire i segni dell’operazione subita con il reggiseno, ma usare la chirurgia plastica per ritornare ad una certa normalità.

Ecco dunque nascere il movimento NO BRA, che raccoglie sempre più consensi, anche per i benefici che comporta per la salute del seno. Non solo la percezione di comodità ma anche postura toracica, migliora sensibilmente la circolazione sanguigna, determinate per la prevenzione del carcinoma della mammella.Inoltre sembra che i capezzoli delle donne che non lo usano siano più voluminosi di 5/7 centimetri, di quelle che lo usano.https://viverepiusani.it

Ma non è tutto benessere a quanto sembra, perchè da un recente sondaggio avvenuto in Francia, rivela che il 20% dei maschi intervistati, alla domanda sui capezzoli visibili sotto la maglia, hanno dichiarato che rappresenta un’attenuante in caso di violenza sessuale..https://ciaovecio64.altervista.org/giu-le-mani/

Personalmente sono sempre stato favorevole ad un uso limitato del reggiseno da parte delle donne. Lo trovo soprattutto nel periodo estivo, una trappola che non ha senso. Poi per l’occhio sano è anche un bel “sognare”….

e se lo dice Vasco…
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